lunedì 22 agosto 2011

RIPROVIAMOCI

Ho 52 anni , ho iniziato a lavorare che non avevo ancora 17 anni [poca voglia di studiare :-( ] e a quei tempi ,al contrario di adesso ,il lavoro e il luogo di lavoro lo si poteva scegliere .C'era il vero apprendistato ,le aziende ti assumevano come apprendista e ti insegnavano veramente un lavoro e i compagni di lavoro erano prodighi di consigli e aiuti, adesso l'apprendistato e tutte quelle forme di lavoro (co.co.co -co.co.pro  ecc.) sono modi x l'aziende di avere sgravi fiscali e per il giovane di essere sfruttato  pagato poco e non riuscire a crearsi un futuro. Dopo qualche anno ho iniziato a interessarmi di politica e sindacato ,a quei tempi nelle aziende le discussioni politiche erano alla pari di quelle sul calcio, c'era una una solidarietà e compattezza di gruppo  che purtroppo è andata a scemare negli anni. C'era purtroppo una divisione fra operai e impiegati ,i primi consideravano i secondi i ruffiani del padrone,e i secondi si ritenevano gli indispensabili e gli unici traini dell'azienda , però quando si doveva dimostrare che c'era compattezza , manifestazioni contro il terrorismo - attacchi al contratto di lavoro - uccisione di Moro , ci si trovava in piazza spalla spalla e decisi a combattere questi soprusi .Purtroppo però il benessere sociale a cui siamo arrivati negli anni 80/90 ci ha reso sì benestanti ma nello stesso tempo eravamo deboli perché eravamo diventati singoli e non più facenti parte di un gruppo e quindi attaccabili come quando una gazzella viene isolata da un gruppo di leoni.
Negli anni i datori di lavoro hanno iniziato a coinvolgere nei loro progetti il singolo lavoratore ,proponendogli più soldi o una fantomatica carriera , e il singolo pensando di essere coinvolto perché più bravo e indispensabile e attirato dai soldi per avere qualcosa in più ha iniziato ad accettare tutto ciò rinunciando a far parte di un gruppo ,rinunciando ad amicizie costruite negli anni rinnegando a volte il passato fatto di lotte e perdendo così anche il rispetto degli altri. Questo ha portato i lavoratori ad essere più deboli e ricattabili e sempre più soli e non riuscire così ad essere uniti e compatti quando ce n'è bisogno.  
Ho voluto raccontare il passato perché è dal passato che si crea il futuro , e questo futuro non è quello che volevamo quando eravamo un gruppo ,quando eravamo amici e non dei singoli illusi .Siamo purtroppo in un momento critico anche per colpa nostra , dove siamo tutti più poveri di soldi e di amicizie , meno coesi e meno solidali fra di noi e quindi secondo me è il momento di tornare ad essere un gruppo di amici e di colleghi non solo nei luoghi di lavoro ma ora anche nelle piazze , è il momento di essere gruppi visibili incazzati propositivi , NON essere distruttivi come gli inglesi nell'ultimo periodo, ma occupare piazze e i luoghi pubblici dove è possibile parlare confrontarsi tornare a fare gruppo ma DECISI a dimostrare che siamo stanchi di questa politica di questi sindacati interessati a loro e non a noi che siamo un GRUPPO  che  vuole un altro mondo e ha idee e voglia di cambiarlo , non vuole che i ricchi diventino più ricchi e i poveri sempre più poveri .RIPRENDIAMOCI LE PIAZZE TUTTI INSIEME SENZA DISORDINI MA CON LA VOGLIA DI DIMOSTRARE  CHE SI PUO' MIGLIORARE TUTTI INSIEME IN GRUPPO .

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