domenica 15 gennaio 2012

DESTINAZIONE FONDI EX METROTRANVIA DI BOLOGNA

copia della lettera mandata alle istituzioni locali interessate alla nuova destinazione dei fondi statali precedentemente assegnati alla metro tranvia di Bologna. Lettera siglata da alcuni tecnici e politici bolognesi esperti del settore infrastrutture. Gli estensori auspicano che abbia la maggior diffusione possibile e che possa essere trasformata in ordini del giorno discussi in tutte le assemblee elettive interessate ai Servizi Ferroviari Regionale e Metropolitano. All’uopo alleghiamo anche una cartina con le stazioni dell’area urbana bolognese, ogni cerchio ha un raggio di 500 metri, le aree interessano direttamente circa un terzo degli abitanti del Comune di Bologna, da notare particolarmente le stazioni del Maggiore e dsan Vitale-Rimesse raggiungibili rispettivamente da 4 linee passanti. Altre informazioni sul sito www.tizianagentili.it alle pagine SFM e STAZIONI SFM VS MARCONI EXPRESS.
Paolo Serra                 

Al Sindaco del Comune di Bologna,
al Presidente della Regione Emilia-Romagna,
e, p.c.,
ai Sindaci dei Capoluoghi di Provincia della Regione
ai Presidenti di Provincia della R.E.R,
ai Sindaci dei Comuni della provincia di Bologna e limitrofi,
ai Presidenti dei Quartieri di Bologna interessati.
Bologna, 13 gennaio 2012.
Oggetto: Ridestinazione fondi ex metro-tranvia bolognese

Pare accertato che il CIPE, a breve, formalizzerà il passaggio dei fondi precedentemente assegnati alla metrotranvia di Bologna verso il Servizio Ferroviario Metropolitano e verso la rete di filobus urbani bolognesi. Si tratta di 237 (o 220) milioni, dei 267 precedentemente assegnati al progetto, sul quale sarebbero dovuti convergere, inoltre, 7,7 milioni di RFI, 5,5 della Regione Emilia-Romagna e 108 del Comune di Bologna.
Ricordando che la diversione di un passeggero dall’auto al SFM comporta un risparmio di 25 km in media, mentre quella dall’auto al TPL di circa 3 km, noi crediamo che la nuova ripartizione dei fondi debba convergere prioritariamente sul completamento della infrastrutturazione del SFM e sull’acquisto di materiale rotabile adatto da assegnare in comodato ai gestori in cambio di detrazioni sul costo del servizio.
A tutt’oggi sono da completare gli incroci sulla Vignola – Bologna - Portomaggiore, l’interramento della Bologna-Budrio (a doppio binario e non singolo come ora progettato), le stazioni urbane di San Vitale-Rimesse, Sant’Orsola, Zanardi, Prati di Caprara, Fiera ed anche la stazione Aeroporto completa, a cavallo di due linee passanti, dalla quale si potrebbe far partire un semplice collegamento a fune con l'aerostazione, valido anche per il suo futuro assetto. Ciò renderebbe non necessario il progettato People Mover dalla Centrale ma renderebbe possibile l'accesso diretto all'aeroporto da tutto il territorio provinciale e da tutti gli altri capoluoghi di provincia (tranne Ferrara, che, peraltro è già collegata al Marconi con un bus diretto). Questo eviterebbe un inutile tragitto aggiuntivo a tutti gli utenti dei quadranti ovest e nord e ovest del Marconi ed a tutti gli altri la rottura di carico nella congestione della Centrale di Bologna, che resterebbe, comunque, collegata da minimo sei treni ogni ora.
L'accordo sui finanziamenti al SFM, frutto di una forte iniziativa delle istituzioni locali, cambia oggettivamente lo scenario strategico in cui fu concepito il People Mover. Infatti, uno degli argomenti prioritari al momento della sua ideazione, come nella fase del bando di gara e successive, era la mancanza di risorse e quindi l'incertezza sul futuro del SFM: questioni oggi superate dall'intesa raggiunta da Regione, Provincia e Comune con il Governo, per cui anche i 27 milioni di fondi della RER ed i 2,7 di SAB, previsti per il People Mover Marconi Express, potrebbero essere fatti convergere sul SFM.

Secondo il rapporto 2011, presentato dal Comitato per il Nodo (pag. 108), per la parte infrastrutturale e tecnologica sono da reperire 32 milioni, ai quali aggiungere  il raddoppio della canna interrata della parte urbana della Bologna-Budrio (senza il quale non sarebbe possibile raggiungere le frequenze previste), per le stazioni 17 milioni, ai quali aggiungere le maggiori spese per la parte nord della Stazione Aeroporto/Borgo Panigale Scalo e per il relativo collegamento con l’aerostazione, e per il materiale rotabile 140 milioni. Uno sforzo ingente ma non impossibile date le risorse complessivamente disponibili, cui aggiungere anche i 7,7 di RFI ed i 5,5 di RER.
Per la gestione lo stesso rapporto prevede il passaggio del contributo pubblico annuale dai 38 milioni attuali a 55,4 a servizio implementato. Tali risorse possono venire reperite sia da un aumento tariffario giustificato dalla ottimizzazione del servizio sia dalla leva fiscale dell’addizionale del 10% della tassa di circolazione autoveicoli non utilizzata a partire dal 2001.
SFM stazioni urbane copertura.jpgSFM stazioni urbane copertura.jpg

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