giovedì 10 ottobre 2013

Perché sostengo Civati



SOTTOSCRIVO UNA BUONA PARTE DI QUELLO CHE SCRIVE PAOLO SERRA , SOPRATUTTO LA SCELTA FINALE 

Mi sono iscritto al PCI nel 1974, a trent’anni, sospinto dalla necessità di rinforzare l’onda d’urto dei grandi referendum sui diritti civili, divorzio ed aborto, recepiti con tanta fatica dal PCI stesso. Da quell’anno a tutt’oggi ho ininterrottamente rinnovato la tessera impegnandomi attivamente a livello di base sia come politico, che come amministratore, che come commentatore sull’Unità di Bologna.  Ho apprezzato e seguito le segreterie di Berlinguer, Natta ed Occhetto, anche quando hanno commesso errori come il referendum sulla scala mobile, perché ci sono cose che vanno fatte comunque anche se la sconfitta è certa, e quando sono arrivati in ritardo come con la svolta detta “della Bolognina” perché il coraggio va, comunque, premiato. Poi è cominciata una serie di episodi incresciosi o decisioni dirigenziali incomprensibili o, per me, errate, cause di disaccordi, gravi e meno gravi, ma sempre, in fine, sopportati.
  • Il mancato quorum alla elezione di Occhetto come primo segretario del PDS nel 1991.
  • L’acquiescenza alla ridicola interpretazione parlamentare della legge sulla ineleggibilità del 1957 che dichiara che la “mera proprietà” di una concessione pubblica non ne costituisca causa nel 1994.
  • La sparizione del termine Partito dalla nuova denominazione nel 1998.
  • L’acquiescenza all’illegale monopolio televisivo privato di Berlusconi culminata nella famosa dichiarazione “Mediaset, patrimonio della nazione” fatta da D’Alema Presidente del Consiglio nel 1998.
  • La mancata indizione di elezioni politiche anticipate dopo la caduta del governo Prodi I° sostituito da D’Alema grazie ad un accordo con Cossiga.
  • La fiducia concessa ad un conclamato imprenditore illegale come Berlusconi con la Bicamerale presieduta da D’Alema.
  • Il mancato accordo con l’IdV nel 2001 che permise la vittoria di Berlusconi.
  • L’assurda regola statutaria del PD della coincidenza della figura del segretario del partito con il candidato alle elezioni politiche in modo che se le perde avremo un segretario indebolito dalla sconfitta, preda dei vari capicorrente, se le vince avremo un immediato nuovo congresso con la elezione di un avversario del nostro presidente del consiglio in carica. Così la contendibilità, che dovrebbe migliorare l’offerta, diventa conflittualità permanente, dimenticando che la prima caratteristica che cercano gli elettori in un partito è l’affidabilità. Questo, inoltre, comporta la elezione del segretario di una organizzazione da parte di non membri della organizzazione stessa il ché, ovviamente, disincentiva dalla partecipazione politica i membri stessi.
  • La dichiarazione, quantomeno intempestiva, di Veltroni sulla “vocazione maggioritaria” che diede a Mastella l’occasione per togliere la fiducia al governo Prodi II°.
  • Le incoerenti dimissioni dello stesso Veltroni dopo il risultato a due facce  delle politiche del 2008 dimentico della lezione di Mitterand, che superò due gravi sconfitte prima di vedere trionfare le sue idee per ben due settennati.
  • La incerta partecipazione al referendum sull’acqua del 2011 nel quale i 24,5 milioni di sì hanno evidenziato un formidabile potenziale di elettori successivamente snobbati ed abbandonati all’astensionismo ed alle incursioni del movimento 5stelle.
  • L’eccessiva acquiescenza concessa alle politiche ed alla durata del governo Monti che ci ha fatti identificare come gli unici sostenitori dei tagli alle classi medio-basse mentre il PdL era l’alfiere delle intoccabili classi possidenti.
  • La gestione del risultato elettorale delle politiche di quest’anno dove si è evitato di constatare materialmente, con una votazione al Senato, la possibile esistenza di una maggioranza favorevole ad un governo Bersani pur dopo la positiva prova della elezione di Grasso con i voti di alcuni 5stelle.
  • La gestione delle candidature a Presidente della Repubblica,                                                                                                                                       -  con la presentazione di Marini senza nessuna consultazione degli alleati di lista di SeL e con un preaccordo con il PdL, malgrado il parere contrario di molti nostri deputati. Candidatura che per il metodo, non per la persona, ha procurato una enorme ondata di protesta in tutta la base,                                                                                                                                       - con il frettoloso ritiro immediato dopo la prima votazione della candidatura di Prodi ignorando inspiegabilmente o, colpevolmente, gli autorevoli precedenti di Pertini e di Scalfaro: 16 scrutini, per non voler andare a Saragat e Leone,                                                                                       - col diniego alla candidatura di Rodotà, deputato Indipendente di Sinistra per tre legislature, presidente del Consiglio Nazionale del PdS, Garante nazionale della Privacy e Presidente del Gruppo Europeo dei Garanti, solamente perché presentata dei 5stelle,                                                                                                 - con la mancata presa in considerazione di altre candidature eccellenti quali ad es. Onida, Zagrebelski, Carlassare ed altri.
  • L’ambiguità nella formazione del governo Letta, per alcuni a termine stretto per legge elettorale e legge di stabilità 2014, per altri a fine semestre di presidenza europea, per altri ancora, specie dopo il dietrofront di Berlusconi, di tutto mandato. Anche in questo caso il messaggio che arriva agli elettori è di confusione e inaffidabilità.
Ora si è aperta la stagione del III° congresso del PD gratificato dell’appellativo di “muro di gomma” da Barca dopo il viaggio di 5 mesi all’interno dei “circoli” mentre i dirigenti sono dallo stesso appellati “capobastone”, e da qui si capisce la ragione della sua mancata candidatura. Più gentilmente io li definirei dei “gattopardetti”  pronti a tutto pur di non rischiare quel briciolo di potere personale che hanno conquistato. Penso di non poter essere smentito se dichiaro che il PD o riprenderà il cammino iniziato al Lingotto e congelato dalle dimissioni di Veltroni o si trasformerà in una formazione populistica a direzione personalizzata.
Dei candidati alla segreteria l’unico che ha cercato di contrastare, praticamente in solitudine, e con atti concreti la deriva descritta è Giuseppe Civati, per questo ho deciso di appoggiarlo e di proporre di appoggiarlo a tutti coloro che ho conosciuto in questi 40 anni.


Paolo Serra                               www.bolognaragionevole.org

mercoledì 8 maggio 2013

PER LIBERARE LA MENTE


Ho avuto la sfortuna di ricoverare mia madre x un femore rotto e di ritrovarmela operata e con 2 ictus post operazione con la gamba operata paralizzata , quindi impegnato (come figlio unico) a lavorare andare all’ospedale a parlare con medici - assistente sociale x il dopo (se a casa o in una struttura ) , quindi si dorme poco ma ho la testa (anche parecchio confusa ) che elabora pensa a tutto e a niente .
Mi frullano per la testa tante considerazioni che devo esporre per liberarmene .

Ieri ho visto Ballarò , ho apprezzato il grande Landini , e sono sempre più contento di dire lo conosco perché lo avuto come segretario della Fiom a Bologna quando ero delegato di fabbrica ,
e cercherò con tutte le mie forze di essere a Roma il 18 maggio.
Fatta questa parentesi dopo l’apprezzamento x una grande persona mi è montata una incazzatura terribile , ma è possibile che la Turchia considerata da noi più x la battuta “fumi come un turco “ che per altro , ci debba insegnare il civismo e di come si fanno le cose ?
Loro sono riusciti in quello che in Italia ( E’ IMPOSSIBILE NON POTER FARE) sento dire da anni , DIGITALIZZARE E IMFORMATIZZARE il catasto ,con un sistema che ogni 4 anni rivede le rendite e che fa pagare la tassa sulla 1° casa (che il 90% dei paesi europei HA) a chi ha redditi alti e rendite alte e chi invece è pensionato (con pensione bassa ) , disoccupato , casalinga senza reddito (anche se il marito lavora) , studenti , forze dell’ordine e militari ai familiari di questi che hanno perso il familiare durante il servizio , A NON PAGARE .E nessuno di chi paga si lamenta sapendo come sono leggi stabilite e decise democraticamente .
Da noi l’IMU oltre ad essere una tassa , è il caposaldo dell’ultima campagna elettorale di tutti i partiti che si sono presentati NON LO DEVE ESSERE E NON PUO’ esserlo , l’imu con criteri decisi democraticamente e non vessatori è una tassa che ci deve essere, NON ci devono più essere le accise sulla benzina x il terremoto del Belice ,per l’alluvione di Firenze per il Vajont ,per le missioni in afghanistan PAGHIAMO più soldi con queste che con l’imu , ma iniziando dagli incapaci stellati (M5S) e finendo ai partiti (che purtroppo non esistono PIU’) di sinistra che una volta avevano a cuore i lavoratori e le categorie più deboli NESSUNO RIVENDICA QUESTE COSE . Insomma un paese civile (lo siamo ancora?) non può essere che l’imu diventi una arma di distruzione delle masse in mano a Berlusconi e alla destra NON E’ ACCETTABILE..

2° considerazione , non mi vergogno a dirlo che sono stato fra quelli (una decina fra cui mia moglie) che hanno creato la lista civica beppegrillo a Bologna nel 2009 con successo e prima che Grillo ,dopo qualche dubbio iniziale , e visto il buon lavoro svolto a Bologna e in veneto ha creato il movimento 5 stelle imponendo ,a differenza di ciò che ci eravamo promessi e andavamo dicendo ai banchetti, regole e decisioni senza consultare la base . Io mi ero avvicinato ai ragazzi di Bologna per come si voleva far politica e non perché si portava il nome di grillo , ma quando i “fanatici” ,che all’inizio non erano interessati a fare politica ma solo ad osservare come garanti di grillo quello che si faceva , hanno cambiato modo di agire e hanno cercato di riprendere il “potere” all’interno al movimento , Io e mia moglie ce ne siamo usciti non prima di scontrarci in assemblea e per mail (e dopo aver denunciato tramite mail allo staff di grillo ciò che stava succedendo ) con il gruppo che ha portato alla divisione di questi giorni in gruppi a favore di Bugani/Saetti /Nikil nero e a quelli che avrebbero appoggiato Favia /Salsi e Tavolazzi che senza paura posso dire che NON sono cattive persone ,cosa che non posso dire dei primi . Quindi anche se ammetto che ci sono brave persone nel M5S , devo anche dire però che io considero una brava persona chi non accetta soprusi e chi alza la voce per far rispettare le regole o per difendere chi subisce angherie all’interno di un gruppo , chi non fa ciò da brava persona diventa per me come gli altri .Tutta questa spiegazione per dire che i grillini che sono stati eletti a Roma non possono essere brave persone , 1 perché sono tutti trombati da precedenti elezioni ma come seguaci di un guru sono stati ripagati in questo modo , 2 perché continuano a sostenere che all’interno del M5S ci sia democrazia e libertà di pensiero e 3 ° perché come già successo in passato dicono una cosa e ne fanno esattamente il contrario come la questione dei soldi da rendere che è emersa in questi giorni , ME LO ASPETTAVO e ne ero quasi certo !!!!!!!!!! E non è vero che rinunciano allo stipendio come sostengono da anni anche i consiglieri regionali in Emilia romagna , loro si terranno solo 2700€ al mese ma ricevono tutti i soldi x intero , quindi alla collettività non c’è nessun risparmio!!!!!


3° E ultima considerazione , referendum sul finanziamento delle scuole paritarie a Bologna .
Premetto che sono per la scuola pubblica e non sono più interessato alle scuole dell’infanzia .(Figli grandi)
Un’ anno fa partecipai ad una commissione di quartiere sulla scuola , dove l’assessore spiegò che il comune decise di prorogare la convenzione con le scuole paritarie e quindi anche il versamento di 1 milione di euro , e in questo ulteriore anno avrebbero verificato che le scuole che ricevevano i soldi rispondevano a certi criteri e se li spendevano x ciò che si chiedeva nella convenzione .

Dico questo perché non sarei tenuto ad andare a votare ma come cittadino che da anni mi impegno politicamente e civicamente nel mio quartiere e per la mia città lo ritengo quasi obbligatorio , ma che però non ho una idea chiara , nessuno ha scritto o detto cose che sciogliessero i miei dubbi…..

Togliendo il contributo alle scuole paritarie , il comune RIESCE a trovare il posto a tutti i bambini anche a quelli che non andranno alle scuole paritarie ????

Quel milione di euro serve a mettere in sicurezza e risistemare quelle scuole comunali dell’infanzia che ne hanno veramente bisogno ?????

Si potrebbe allungare la convenzione di un anno x poi chiuderla definitivamente , e nel frattempo
costruire (visto che nelle zone terremotate nel giro di pochi mesi si sono costruite scuole a norma) strutture x poter raccogliere tutte le domande d’iscrizione ?????

Visto che il comune continua a far cementificare , perché non chiedere in cambio dei permessi di costruire la costruzione di strutture ad uso pubblico ??
Dove è nato il nuovo grattacielo Unipol con annesso hotel ,palestra e una richiesta alta per gli spazi commerciali non gli si poteva chiedere la costruzione di un nido/materna a gestione comunale????

Grazie x l’attenzione , ma sono riuscito un pò a liberare la mente

PS. Mi raccomando impegnatevi in prima persona anche solo 1 ora alla settimana per il vostro quartiere o per la vostra città , vi farà sentire meglio e nessuno potrà mai dirvi tu non fai niente ma deleghi .

Il 18 tutti a Roma a sostenere Landini e la FIOM gli unici che ancora insieme a Gino Strada (Emercengy) sono dalla parte dei più deboli

mercoledì 20 marzo 2013

RICOMINCIAMO

Dobbiamo ricominciare dagli asili, le elementari, le medie e i licei. E' in questi spazi che si coltivano i semi della cultura, della discriminazione, dell'educazione al confronto e al dialogo. Il crollo dell'Italia non è solo economico, è morale, culturale, sociale. E questo declino è iniziato ben prima della crisi. E' cominciato quando abbiamo smesso di pensare. Quando abbiamo abbandonato l'esercizio critico a favore della televisione di massa, dei programmi che anestetizzano giornate faticose piene di corse per dimostrare, competere, comprare e consumare. Quando l'individuo si è staccato dalla comunità, correndo da solo. Difficile, in un paese che non ha lo stesso tessuto collettivo e aggregativo di un'America che insieme all'autonomia sventola bandiere a stelle e strisce fuori dalle mura di casa: la retorica del "Sono orgoglioso di essere americano" di tanti film è semplice, pura realtà. Lo dice una che ci ha vissuto due anni, in America. Il senso di orgoglio cammina al fianco delle spinte competitive e invidualiste. C'è un riconoscersi in pieno nello spazio della loro nazione. Da noi, invece, il crollo progressivo ha soltanto promosso l'individualismo senza però l'azione di contenimento dentro il recinto di un paese in cui ci si riconosce. Lo Stato e il cittadino si sono separati, ogni giorno di più, e così anche il cittadino dal cittadino. A differenza dell'America, o della Francia, il tessuto sociale intorno non ha fatto da paracadute ai crolli. E' così che da molto prima della crisi, ufficialmente iniziata nel 2008 con i subprimes americani, si era avviato un processo di imbarbarimento totale, consumato nell'egoismo, senza lo specchio necessario di un riconoscimento in ampi valori condivisi. Una chiesa sempre più lontana dall'uomo, una politica che ha fatto del furto e della corruzione la sua stessa essenza, un'Italia in cui il senso patriottico è rimasto in mano solo alle frange più estreme di una destra che, nel mondo, osa ancora chiamarsi sociale senza capire che il termine sociale implica l'attenzione per tutto, non solo per quello che, in modo razzista, fa comodo a noi. In questo scenario l'uomo è stato messo contro l'uomo, e contro lo Stato. La crescente lobotomia di massa davanti alla capacità di ascolto, discriminazione, dialettica e dialogo con la propria e l'altrui coscienza ha generato la deriva umanistica in cui ci troviamo. Ed è facile, in un periodo di siccità, appiccare incidenti. Incendi pericolosi, intransigenti e intolleranti come le fiamme che consumano ogni forma di vita. "Solo la bellezza salverà il mondo", scriveva Dostoevskij. Ma quella bellezza, intorno, non c'è più. Non a caso la crisi culturale dell'ultimo decennio, che ha quasi azzerato l'acquisto di libri a favore di cazzeggi notturni sul web, ha tolto l'ultimo argine possibile contro il dilagare di qualunquismi, populismi, fanatismi. Il mondo è diventato, in modo manicheo, sempre più bianco e più nero, dimenticando i pericoli di salvatori eroici che si proclamano unti. 
La crisi italiana è innanzitutto una crisi dell'uomo davanti a se stesso. Solo contro gli altri, incapace di identificarsi nella sua nazione che non indica più percorsi condivisi e condivisibili, flagellato dall'ignoranza che lui stesso ha deciso, ha perso di capire, discernere il mondo che vive dentro e fuori di lui. L'unica salvezza è ricominciare dal futuro. Cioè da bambini. E da loro arrivare ai giovani adulti. E dai giovani adulti arrivare ai grandi. Il processo educativo deve ricominciare da qui. "Non versare il vino nuovo in otri vecchie". Beh, non vado in Chiesa ma è una grande verità. Invece si pretende di buttare via il vecchio con un presunto nuovo che invece è solo l'ennesimo vino versato sopra lo stesso contenitore, vino che si mescolerà inevitabilmente al precedente. Potare i rami secchi per far crescere il nuovo non vuol dire però buttare via in modo acefalo tutto ciò che è venuto prima: molte piante, in primavera, sembrano morte ma in realtà ci sono foglioline nuove e nuove linfe. Buttare via anche quelle sarebbe assurdo. Per fare tutto questo occorre una vera rivoluzione, ma una rivoluzione della coscienza. Queste rivoluzioni non si fanno imbracciando i forconi (anche quelli verbali). Si fanno partendo dall'atteggiamento critico verso se stessi, da un confronto dialettico con la società, dalla comprensione del grado di maturità a cui si è arrivati, delle lacune da colmare per arrivare a una visione attendibile della complessità del reale, in cui vicino ai bianchi e ai neri sfumano i grigi. Diffidando delle scimmie urlatrici, dei puri come cristalli (siamo umani, quindi siamo TUTTI imperfetti e se ci guardiamo bene bene, sul serio, troviamo a volte dentro di noi i semi di quello che combattiamo all'esterno), delle soluzioni radicali. la vita è mediazione, pazienza, educazione. L'Italia va a pezzi perché l'uomo ha perso se stesso, e lo ha perso anni fa. Piano piano, lentamente, ogni giorno. Prima di parlare di decrescite felici, condivisibili, impariamo a far decrescere il nostro ego, il nostro narcisismo, la nostra presunzione. E allora forse, con un po' di umiltà, faremo un passo avanti. Il primo, piccolo passo che ci fa capire che c'è tanto da fare.

Francesca Pacini